Nuovi Grembiuli Ricordo di Roma

…grembiuli …o zinali?

zinale (meno com. zinnale) s. m. [der. di seno1, incrociato con zinna]. – 1. region. Grembiule: Ilda prese i cesti dell’insalata, li mise nello z.; ed escì (Tozzi). 2. Nel linguaggio della scenotecnica teatrale, elemento di scenario (chiamato anche grembiule o grembiulino), costituito da una striscia di tela dipinta, inchiodata per il lembo superiore al bordo inferiore di elementi mobili di scena per nascondere spazî vuoti dovuti all’inclinazione.

grembiule s. m. [der. di grembo]. – 1. a. Elemento accessorio, detto anche grembiale, che s’indossa sopra il vestito femminile o maschile, formato da un pezzo di stoffa (lino, tela, nailon o materia plastica), che, legato intorno ai fianchi, scende a coprire la parte anteriore del corpo fino alle ginocchia o alle caviglie; talvolta fornito sul davanti di un pettino, fu in passato considerato anche come una guarnizione del vestito (carattere che attualmente rimane solo nei costumi regionali), mentre ora ha funzione pratica di protezione ed è usato da chi fa lavori domestici o da varie categorie di lavoratori (inservienti di laboratori fisici e chimici, artigiani, fabbri, calzolai, ecc.): avendo un farsetto bianchissimo indosso e un grembiule di bucato innanzi sempre, li quali più tosto mugnaio che fornaio il dimostravano (Boccaccio). b. Per estens., la sopravveste (di tela bianca o nera, di satin, di cotone colorato) che indossano i bambini, gli scolari, in passato le commesse, ecc., a protezione del vestito. c. Elemento della scenotecnica teatrale, noto anche con il nome region. di zinale (v.). 2. Per metonimia, quanta roba sta in un grembiule, grembiulata: colse un g. di mele. 3. In anatomia, nome dato per similitudine a formazioni appiattite che pendono più o meno inerti: g. epiploico, il grande epiploon; g. delle Ottentotte (o anche velo del pudore), deformazione delle piccole labbra vaginali che, nelle donne ottentotte e boscimane, arrivano ad allungarsi di parecchi centimetri. ◆ Dim. grembiulino, non com. grembiulétto; accr. grembiulóne; pegg. grembiulàccio.

DAB DANCE by RICORDI DI ROMA VIA DELLA STAZIONE DI SAN PIETRO 10 A ROMA

La dab dance è nata negli Stati Uniti, ad Atlanta, all’interno della scena hip hop della città, anche se  non è chiaro chi sia stato il vero ideatore. Il rapper OG Maco aveva scritto su Twitter che ad inventarla era stato in realtà un altro rapper, conosciuto come Skippa da Flippa –  che già nel luglio del 2014 aveva diffuso un video di una canzone nel quale muoveva le braccia in quel modo.

La  diffusione della dab dance è merito dei Migos, un trio di rapper che il 3 settembre 2015 ha pubblicato  il singolo “Bitch Dab”.
Adesso è arrivata anche da RICORDI DI ROMA IN VIA DELLA STAZIONE DI SAN PIETRO 10 A ROMA

IL PONTE DELLA LUNGARA ,il ponte da un soldo

IL PONTE DELLA LUNGARA , era n ponte di ferro pedonale, demolito ai primi del secolo scorso che  univa le due sponde del Tevere proprio davanti al portone di palazzo Salviati alla Lungara, dell’allora sede dell’ Accademia militare.

Per passare sul ponte si doveva  pagava un pedaggio!

Una curiosità,  sulla  riva sinistra, di fronte alla Mole dei Fiorentini, c’era scritto:

“Il pedaggio si paga all’altra sponda”.

Durante una delle piene del fiume, vi aggiunse un secondo cartello, goliardico

“Sempre che prima non t’inghiotta l’onda”.

Del suddetto ponte a pedaggio sono rimaste ormai solo le fotografie

26 maggio San Filippo Neri (Pippo bono)

Filippo Romolo Neri (Firenze, 21 luglio 1515 – Roma, 26 maggio 1595)

Fiorentino d’origine, si trasferì, ancora molto giovane, a Roma, dove decise di dedicarsi alla propria missione evangelica in una città corrotta e pericolosa, tanto da ricevere l’appellativo di «secondo apostolo di Roma».

Radunò attorno a sé un gruppo di ragazzi di strada, avvicinandoli alle celebrazioni liturgiche e facendoli divertire, cantando e giocando senza distinzioni tra maschi e femmine, in quello che sarebbe, in seguito, divenuto l’Oratorio, ritenuto e proclamato come vera e propria congregazione da papa Gregorio XIII nel 1575.

Per il suo carattere burlone, fu anche chiamato il «santo della gioia» o il «giullare di Dio»Per il popolo romano era PIPPO BBONO !!!

24 maggio-IL PIAVE

II Piave mormorava
calmo a placido al passaggio
dei primi fanti, il ventiquattro maggio:
l’esercito marciava
per raggiunger la frontiera,
per far contro il nemico una barriera…
Muti passaron quella notte i fanti:
tacere bisognava, e andare avanti…
S’udiva, intanto, dalle amate sponde,
sommesso e lieve, il tripudiar dell’ onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
Il Piave mormorò:
“Non passa te straniero!”

Ma in una notte trista si parlò di tradimento,
e il Piave udiva l’ira a lo sgomento.
Ah, quanta gente ha vista
venir giù, lasciare il tetto
per l’onta consumata a Caporetto…
Profughi.ovunque dai lontani monti
venivano a gremir tutti i suoi ponti…
S’udiva, allor, dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio dell’ onde:
come un singhiozzo, in quell’autunno nero
il Piave mormorò:
“Ritorna lo straniero!”

E ritornò il nemico
per l’orgoglio e per la fame,
volea sfogare tutte le sue brame…
Vedeva il piano aprico,
di lassù, voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora.
“No! – disse il Piave – No! – dissero i fanti…-
Mai più il nemico faccia un passo avanti…”
Si vide il Piave rigonfiar le sponde,
e come i fanti combattevan le onde…
Rosso del sangue del nemico altero,
il Piave comandò:
“Indietro, va’, straniero!”

Indietreggiò il nemico
fino a Trieste, fino a Trento…
E la Vittoria sciolse le ali al vento!
Fu sacro il patto antico:
tra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro a Battisti…
Infranse, alfin, l’ italico valore
le forche e l’armi dell’ Impiccatore.
Sicure l’Alpi… Libere le sponde…
E tacque il Piave: si placaron le onde
sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò
nè oppressi, nè stranieri!

21 aprile (753 A.C.), il Natale di Roma

Benché si tratti di una data più leggendaria che storica, ancor oggi Roma celebra la sua fondazione il 21 aprile rispettando la tradizione che vuole la città fondata da Romolo in questo giorno del 753 a.C. sul colle Palatino.

Il 21 aprile si festeggia il Natale di Roma perchè è la data presunta della fondazione di Roma fissata al 21 aprile dell’anno 753 a.C., dallo storico latino Varrone basandosi su dei calcoli effettuati dall’ astrologo Lucio Taruzio.

Rome, the Eternal City

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NINNA NANNA DE LA GUERRA -TRILUSSA